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I PROBLEMI DI OGGI, LE PROSPETTIVE DI DOMANI
Una premessa

La politica economica ed industriale del governo ha portato il paese alla recessione e determinato un forte aumento sia del disagio sociale, della povertà e dell’esclusione, che del senso d’incertezza e insicurezza delle persone sul proprio futuro. Fattori questi che descrivono un paese disorientato di fronte al disastro economico e sociale perpetuato dal governo di centro destra. I pensionati e gli anziani, le donne in particolare, hanno subìto un forte impoverimento e sono stati penalizzati da una politica di tagli allo stato sociale. Non hanno avuto benefici dalle riforme fiscali del Governo, hanno subìto la crescita delle imposte indirette e delle tariffe, l’aumento della compartecipazione alla spesa dei servizi pubblici e spesso hanno usufruito di meno servizi.

26/27/28 Gennaio 2006
Hotel Punta Nord -
Torre Pedrera (Rimini)
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al 9° Congresso
Spi Emilia-Romagna

È oramai noto come il reddito condizioni la salute dei cittadini e viceversa. Questa interdipendenza tra salute e reddito deve portarci ad agire una contrattazione sociale nel territorio capace di muovere più strumenti: politiche fiscali e tariffarie, trasferimenti monetari, rete dei servizi.

Nel contesto delle iniziative generali della CGIL, di contrasto alle politiche del Governo, e a difesa di un modello di welfare universale – inclusivo, che riconosca i diritti del lavoro e di cittadinanza delle persone, si pone il tema di una nuova politica dei redditi da pensione rafforzando l’azione contrattuale ai vari livelli. L’insicurezza, il senso di paura per il domani, porta, inevitabilmente, le persone, ad una richiesta di maggiori tutele.

Cresce, tra i cittadini, il bisogno di poter contare su di un sistema di solidarietà pubblica, che investa in BENESSERE COLLETTIVO: lavoro, scuola, salute, reddito. Questi sono e devono essere valori su cui investire per il futuro. Su questi valori anche il Sindacato Pensionati e la CGIL sono chiamati a spendere la propria capacità contrattuale.

Lo sviluppo della contrattazione come rappresentanza, ha consentito al sindacato dei pensionati nel 1994, la definizione della Legge regionale n°5/94 considerata, ancora oggi, innovativa e attualissima. Dal 1996, con l’affermarsi della confederalità nella contrattazione territoriale le rivendicazioni dei pensionati si sono integrate con le esigenze di carattere generale. I pensionati, gli anziani, le pensionate e le donne anziane, costituiscono una moltitudine, il 29% della popolazione.

Questa condizione sociale copre, ormai, un arco di vita che va dai 30 ai 40 anni, con bisogni, attese e desideri che derivano da storie e vissuti profondamente diversi tra loro. Alla luce dell’esperienza fatta, e in particolare dalla lettura di fenomeni quali: la trasformazione della famiglia, l’allungamento della vita, i grandi movimenti e mutamenti demografici in corso, la velocità con cui queste trasformazioni avvengono e ciò che producono, la modifica della geografia e delle responsabilità istituzionali (associazionismo, zone/distretti) ci impongono la necessità di una programmazione territoriale sempre più fondata su una lettura vera, autentica della realtà sociale.

E’ un’esigenza che abbiamo, se davvero vogliamo che la nostra contrattazione non solo sia meglio calibrata, ma sempre più rispondente ai bisogni espressi dai diversi soggetti; inoltre le rivendicazioni devono essere precise e riconoscibili dai diversi “generi”. Per questo la complessità sociale deve essere meglio indagata ed interpretata affinché le nostre rivendicazioni siano rivolte a tutti – uomini e donne – e siano le risposte ai loro specifici bisogni. A tal fine sarà necessario dotarsi di strumenti di lettura raffinati e soprattutto, strutturati.

Il XV Congresso della CGIL è una grande occasione per parlare a tutto il Paese e rilanciare la nostra autonoma idea di sviluppo economico, sociale e civile. E’ un congresso che richiama un forte protagonismo dei lavoratori e dei pensionati, il sostegno di una vasta mobilitazione per cambiare il modello e le scelte liberiste attuate dal centro destra e affermare un sistema paese che rafforza la partecipazione democratica, rispetta l’equilibrio e l’autonomia dei poteri autonomi dello Stato, lega assieme sviluppo e coesione, riconosce i diritti del e nel lavoro e di cittadinanza.

CONTRATTAZIONE DEMOCRAZIA TERRITORIO
Documento della Segreteria Regionale dello SPI dell’Emilia Romagna per il XVII Congresso Spi-Cgil
Inserto n. 7- ottobre 2005
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