Chissà se avrebbe mai immaginato di trovarsi in una situazione del genere, Carola Rackete, capitano della Sea Watch, la nave ong che staziona al largo di Lampedusa senza poter attraccare.

La Sea Watch non traporta armi, agenti chimici tossici, pericolosi criminali, ma soltanto 42 persone sfuggite a guerre, torture, fame e che cercano spazio per una vita minimamente dignitosa.

Per loro non c’è posto: “non sbarcheranno nemmeno a Natale”, sentenzia il ministro della paura e la Corte di giustizia europea dice che va bene così, con una sentenza limpidamente farisaica.

Il capitano Carola non ci sta, pensa di forzare il blocco ed entrare comunque in porto: sa che il decreto sicurezza prevede multa di 50.000 euro, sequestro della nave, denuncia penale, ma “la cosa più importante è mettere fine alla sofferenza di quei 42 esseri umani”.

Staremo a vedere l’epilogo della storia: comunque finisca, il solco che divide gli Uomini dai quaquaraquà*, si allarga ancora un po’.

Bologna, 26 giugno 2019

*…quella che diciamo l’umanità la divido in 5 categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà..
(Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961)