Lo Spi-Cgil Emilia-Romagna presiede e governa gli undici territori della regione attraverso una struttura politica “leggera”, sostanzialmente priva di apparato, con una Segreteria composta di sei persone. Per le sue attività si avvale di collaborazioni di professionisti esterni.

La struttura regionale è in sostanza lo snodo per governare un’organizzazione grande e molto strutturata sul territorio. I campi in cui opera sono molteplici. Anzitutto la contrattazione sociale (in campo socio-sanitario legata alle condizioni delle persone, contrattazione comunale relativamente ai costi e all’accesso ai servizi in base al reddito dei pensionati, contrattazione relativamente al rapporto dei pensionati rispetto alla tassazione regionale e locale).

Fornisce servizi di tutela e informazione attraverso le leghe. Quella di tutela individuale è l’attività principale delle leghe. Alla lega Spi si rivolge direttamente il singolo pensionato per la soluzione di problemi di vario genere; quando è necessaria una consulenza più specifica si viene indirizzati alle strutture (come l’Inca) in grado di rispondere a esigenze specifiche.

Lo Spi regionale rappresenta quindi lo snodo tra la struttura nazionale e i “terminali”, è l’organismo che indirizza e dà l’impostazione politica all’attività del sindacato territoriale.

Tra i grandi temi dello Spi-Cgil (declinati a livello territoriale) ci sono la sicurezza (un esempio è l’accordo con il comune di Bologna sull’assicurazione contro gli scippi), il benessere delle persone (con attività collaterali all’apprendimento e allo studio, come l’università della terza età o l’accordo regionale chiamato “Pane e internet”), una visione paritaria tra uomo e donna (con un percorso della componente femminile con la sua propria specificità), la formazione e l’informazione. E poi c’è una specificità importante che è quella della Memoria, un punto qualificante dell’attività culturale del sindacato. Lo Spi non fa ricerca storica ma, soprattutto in una regione come l’Emilia-Romagna, è testimone della memoria (dalla resistenza alle grandi lotte sociali e per il lavoro) e promuove le condizioni per cui le persone possano parlare di sé, del proprio vissuto (dai corsi di autobiografia al rapporto con le questioni dei migranti).