Sono strutture private di tipo familiare per la cui apertura è prevista solamente una dichiarazione di avvio attività. La normativa di riferimento è la Legge 328/00 e sono regolate dal DM 308/01, che la Regione Emilia-Romagna ha recepito con la delibera di Giunta 564/2000.
Sono destinate ad un massimo di 6 persone autosufficienti o lievemente non autosufficienti. Oltre i 6 ospiti diventano Comunità alloggio, per le quali è prevista l’autorizzazione al funzionamento, che richiede requisiti più specifici.

Linee di indirizzo Regionali per i regolamenti locali delle Case famiglia (e indicazioni per la sicurezza e la qualità del servizio) 2018 LINK
Le linee di indirizzo sono costruite a tutela degli ospiti e per favorire l’attività di vigilanza dei Comuni; sono dotate di Carta dei servizi che ne descrivono le attività. Da qui discendono regolamenti comunali/distrettuali che possono definire ulteriori elementi di qualità (white list).

L’Accordo Regione OOSS prevede l’applicazione degli indirizzi regionali nei distretti, un sistema di monitoraggio aggiornato, controlli periodici e collegamento delle Case famiglia con la rete dei servizi.
Per informazioni rivolgersi ai Comuni, verificando se applicano i criteri regionali.
Sono avviate con SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) che deve essere presentata all’Amministrazione comunale prima di iniziare l’attività. (LEGGE REGIONALE 27 luglio 2018, n. 11).

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