25 NOVEMBRE 2020
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

La violenza contro le donne ha anche un volto economico.
Più sottile da definire, più subdola da evidenziare questa forma di sopruso esercitato sulle donne sfrutta il controllo sull’uso del denaro, il ricatto del lavoro, la negazione di un’autonomia di scelta come strumento di potere maschile. Si tratta di un volto noto, soprattutto in Italia, del patriarcato sessista diventato stereotipo sociale per lo più accettato senza troppe opposizioni.
Se manca la consapevolezza nel riconoscere questo meccanismo perverso da parte delle donne, la dipendenza economica è alla lunga l’anticamera della violenza e della sopraffazione fisica e psicologica.
Questa violenza, riconosciuta dalla Convenzione di Istanbul nel 2011 come esplicita forma di coercizione, logora donne di ogni età e ceto sociale.
Secondo i dati della Rete nazionale contro la violenza domestica (NNED) il 78% delle donne è vittima inconsapevole della violenza economica. I dati CNEL quantificano il costo complessivo annuo della violenza sulle donne in 17 miliardi di euro con il coinvolgimento di 6 milioni di donne per violenza fisica e abuso economico; nel 90% dei casi la violenza fisica è preceduta da quella economica come un avvertimento che assume diverse scale di gravità.
Evidenziare i danni e i costi della violenza economica sulle donne proprio in un periodo come questo di pesante arretramento della loro condizione generale significa non arrendersi e assuefarsi alle pregiudiziali economiche di subordinazione, smascherando anche questa come forma di maltrattamento contro la libertà delle donne.