Navi della Marina Militare, navi della Guardia di Finanza, aerei militari da ricognizione, elicotteri, polizia ed esercito sulle banchine: Salvini va alla guerra per “difendere i confini della patria” dai migranti che la vogliono invadere.

Potrebbe essere un film, con la regia di Woody Allen naturalmente: uno schieramento imponente (e costoso, o no?) di mezzi militari per difendersi da barconi e gommoni che non consegnano il carico umano che trasportano al mare, solo perché qualcuno li intercetta, non si gira dall’altra parte, li salva perfino!

Nel frattempo mentre il capitan Salvini alla testa (immaginaria, in realtà lui se la spassa tra sagre e feste di paese) dello schieramento militare, continua a lanciare proclami bellici, a Lampedusa, a Pozzallo, sulle coste calabresi e pugliesi arrivano ogni giorno piccole imbarcazioni, attraccano, ricevono aiuto e assistenza, sbarcano decine di migranti.

Una situazione schizofrenica, si potrebbe dire e forse, una volta tanto, Gigino Di Maio l’ha detta giusta: diamogli un bel peluche al capitano che così si sentirà meno solo e potrà condurre la sua personale battaglia navale con un bell’orsacchiotto al fianco!

Bologna, 9 luglio 2019