Sempre al fine di mantenere la persona anziana il più a lungo possibile nella propria casa, le famiglie e le persone che si incaricano dell’assistenza possono richiedere un aiuto economico attraverso lo sportello sociale. Il cosiddetto assegno di cura può essere richiesto per persone anziane con certificazione di disabilità o non autosufficienza e in generale per i disabili gravi e gravissimi. È previsto un ulteriore contributo di 160 euro mensili per gli anziani che hanno stipulato un regolare contratto di lavoro con un’assistente familiare (badante) per almeno 20 ore settimanali.
Questi aiuti economici vengono assegnati in base alla dichiarazione Isee che certifica la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Presentando la documentazione necessaria è possibile considerare il nucleo ristretto dell’anziano (quello composto dal coniuge, dai figli minori di 18 anni e da eventuali figli maggiorenni a carico dei genitori che siano senza coniuge o figli).
Se l’anziano è solo, il contributo può essere concesso anche a non familiari che si occupano dell’assistenza, previa verifica dei rapporti di amicizia o di buon vicinato da parte dell’assistente sociale.

Le soglie di reddito (calcolate secondo l’indicatore Isee di cui si è detto) sono di 25.000 euro annui per l’assegno di cura e di 20.000 euro annui per i 160 euro aggiuntivi. L’entità dell’assegno di cura varia a seconda della situazione di non autosufficienza e in base alla quantità e alla tipologia di attività assistenziali necessarie. Gli importi sono rivalutati annualmente.
Gli assegni di cura hanno attualmente i seguenti importi giornalieri:
livello A (elevato) – 22 euro
livello B (alto) – 17 euro
livello C (medio) – 13 euro.
Se all’anziano viene concessa l’indennità di accompagnamento, l’assegno di cura viene ridotto a 7,75 euro e a 5,17 euro rispettivamente per i livelli A e B. L’assegno di livello C viene invece revocato.
La Regione determina i criteri generali su utilizzo delle risorse. Viene erogato dagli Enti locali su valutazione dei servizi territoriali (l’assistente sociale è anche responsabile del caso).
Nell’ambito del PAI è prevista una valutazione condivisa tra i servizi sociali e la famiglia.

TORNA ALL’INDICE