Le persone non autosufficienti e le persone “fragili” (quelle che se non vengono aiutate rischiano di cadere in una condizione di non autosufficienza) hanno diritto ad essere assistite presso il proprio domicilio da operatori socio-sanitari sulla base di un programma che viene elaborato dai servizi sociali del proprio territorio.
Questo servizio ha lo scopo di permettere a queste persone di rimanere il più a lungo possibile nella propria casa, vicino alla propria famiglia e realtà sociale.
Il DPCM 12/1/2017 (che riguarda i nuovi LEA, Livelli essenziali di assistenza), in particolare l’art. 22 (LINK) è la normativa di riferimento per:
Assistenza domiciliare sanitaria: di competenza del servizio sanitario nazionale. In pratica, a seconda delle necessità della persona assistita, vengono fornite prestazioni di tipo medico, infermieristico, riabilitativo, accertamenti diagnostici, farmaci e dispositivi medici.
Assistenza domiciliare integrata (Adi): viene articolata in diversi livelli a seconda dell’intensità assistenziale (e quindi della gravità delle condizioni della persona).
Le cure domiciliari sono integrate da interventi sociali previsti nel PAI (piano di assistenza individuale) che segue la valutazione multidimensionale.
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Per quanto riguarda l’Assistenza domiciliare sociale (Sad) la normativa di riferimento è la Legge di bilancio 234/2021 e il PNNA (Piano nazionale non autosufficienza 2022-2024) che definisce come LEPS l’Assistenza domiciliare sociale, l’Assistenza sociale integrata con i servizi sanitari, l’adattamento dell’abitazione.
Si delinea un nuovo profilo dell’Assistenza domiciliare sociale che si arricchisce di nuovi servizi e che richiede profonda riorganizzazione degli attuali servizi domiciliari. I LEPS sono realizzati dagli ATS che costituiscono la sede nella quale programmare, coordinare e gestire gli interventi, i servizi e le attività.

Assistenza domiciliare sociale (Sad): risponde ai bisogni di una persona che necessita solo di assistenza sociale e non di tipo sanitario.
I vari tipi di assistenza possono però essere richiesti anche dal medico curante, dalla stessa persona interessata e dai suoi familiari. Gli assistenti sociali, in casi di emergenza, possono intervenire direttamente o su segnalazione di vicini di casa, associazioni e altri soggetti interessati.
L’assistente sociale a cui è affidato il caso valuta anzitutto la richiesta e quindi l’attuazione del Piano di assistenza personalizzato (il cosiddetto Pai).
Nel caso di Adi e Sad all’utente può essere richiesto di pagare in parte le prestazioni (compartecipazione), secondo le norme fissate dai regolamenti comunali o distrettuali, in base alla dichiarazione Isee. La retta di riferimento regionale a carico dell’assistito è fissata in 10 euro l’ora. La spesa per l’assistenza domiciliare è detraibile/deducibile per il 90% della quota a carico con le modalità indicate successivamente riguardo alle spese mediche e di assistenza specifica, come previsto nella DGR 273/2016.

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