C’era una volta una nave, Sea Watch il suo nome, che raccolse a bordo una cinquantina di uomini, donne, bambini che fuggivano da guerre, violenze, torture, fame che dominavano nei propri Paesi.
Uomini, donne, bambini disperati senza presente e senza futuro, imbarcati su barconi malandati e a continuo rischio affondamento: la Sea Watch li ha salvati, come dice la legge di chi va per mare.

Il Ministro dell’Interno, quello che fa i comizi con il rosario tra le mani, mette la “Madonnina” tra i suoi grandi elettori vuole porti blindati e per fortuna un magistrato coraggioso ha disposto comunque lo sbarco.

E c’era una volta un’altra nave, Bahri Yambu il suo nome, carica di armi destinate a produrre massacri e devastazioni in un piccolo Paese martoriato, lo Yemen, che ha tranquillamente attraccato al porto di Genova, con il suo carico di strumenti di morte.

Portuali, la Filt, gli Scouts fazzoletto al collo, gente comune hanno chiesto di non autorizzare l’attracco, “non siamo complici di nessuna guerra…”, ma il Ministro dell’Interno i porti a queste navi, non li chiude: a lui piace farsi ritrarre con mitragliatori tra le mani.

Armi sì, uomini donne bambini no: la scelta è chiara. E tutti noi?

Bologna 21 maggio 2019