Una delle più giovani segretarie generali Spi, Valentina Anelli, racconta come sta cambiando il sindacato a Parma

Nel sindacato ci sono entrata nel 1997, il 2 giugno. Le donne nella Camera del lavoro di Parma erano molto poche, soprattutto nei ruoli dirigenziali. Negli anni successivi abbiamo avuto molte donne segretarie di categoria. Da lì è iniziato un percorso di rinnovamento importante e adesso le donne nella Camera del lavoro di Parma sono circa il 50%.

Io credo esista effettivamente uno specifico femminile nei tempi e nei modi di fare sindacato. Le donne in genere sono più pragmatiche e veloci nelle cose che fanno perché vogliono conciliare i tempi del lavoro con quelli dedicati alla famiglia. E poi c’è maggiore sensibilità su temi che in precedenza non venivano considerati, per cominciare proprio dai temi femminili. Una sensibilità che investe tutto, dalla contrattazione all’agire quotidiano dentro il sindacato.
Detto questo, l’Italia è ancora un Paese in cui il lavoro di cura pesa sostanzialmente sulle donne. Se è vero che si inizia a cambiare partendo da sé, assumendo il ruolo di segretario generale dello Spi di Parma, in accordo con la segreteria, abbiamo deciso che i miei tempi di lavoro mi consentano di occuparmi dei miei figli e della mia famiglia. Sembra una banalità, ma invece vuol dire un discorso di part-time o di orario continuato che scardina le modalità di un’organizzazione rigida e pensata per gli uomini. La Cgil in questi anni ha fatto tanti passi avanti e ha riconosciuto la capacità che le donne hanno di fare politica e di proporre spunti di riflessione nuovi alla politica sindacale.

Oggi si parla di favorire il distacco per la maternità per i padri e non solo per le madri. Io questa cosa l’ho già fatta per entrambe le gravidanze e sono tornata al lavoro dopo tre mesi mentre mio marito, che tra l’altro fa l’operaio metalmeccanico, si è preso tre mesi di congedo parentale. La condivisione del lavoro di cura è una cosa che sta prendendo sempre più piede. Quindi se il regolamento Cgil potesse intervenire favorendo il lavoro di cura da parte degli uomini sarebbe sicuramente una cosa positiva e un esempio anche per l’esterno.
Anche nello specifico lavoro dello Spi, in particolare nella contrattazione territoriale, una donna può avere uno sguardo più chiaro su come governare i tempi di vita della città, su come creare una socialità diversa per gli anziani soli, insomma un’attenzione in più al sociale e alla presa in carico collettiva della cura delle persone. Valori importanti nell’ottica di una società che sta invecchiando rapidamente. Certo, prima di tutto la contrattazione territoriale va rilanciata e attuata davvero.

Parma rimane, a volte suo malgrado, una sorta di laboratorio politico. Dalla giunta inquisita per corruzione si è passati a una giunta grillina e poi all’esperienza Pizzarotti. Bisogna dire che un dialogo c’è sempre stato anche se la prima giunta grillina inizialmente ci aveva spiazzato perché applicava rigidamente l’idea che il sindacato come corpo intermedio è dannoso e va cancellato. Pian piano si sono invece convinti che collaborare con il sindacato poteva essere utile anche a loro per la gestione del territorio e per rispondere davvero a quelli che sono i bisogni dei cittadini. Una svolta che è venuta quando il sindaco Pizzarotti ha deciso di rompere con il Movimento 5 Stelle. La Cgil ha ormai relazioni consolidate con il comune di Parma e come Spi stiamo riallacciando adesso i rapporti. Facciamo regolarmente gli accordi sul bilancio, abbiamo un tavolo anziani che si riunisce regolarmente, abbiamo fatto un accordo sul governo delle case-famiglia sul territorio.

Sicuramente come segretario generale dello Spi porterò avanti il lavoro importantissimo che stiamo facendo (come confederazione e come sindacato pensionati) con Libera e con gli studenti all’interno dei beni confiscati alle mafie nella nostra provincia. Il processo Aemilia ha portato alla luce la punta dell’iceberg delle infiltrazioni mafiose e per noi è fondamentale sensibilizzare tutti e in particolare le giovani generazioni sul tema della legalità. Ad esempio lo Spi e la Camera del lavoro di Sorbolo hanno convenuto con l’amministrazione comunale un progetto legato ai beni confiscati che sono stati riqualificati e trasformati in alloggi sia per la guardia di finanzia sia di edilizia popolare per le giovani coppie in situazione di difficoltà.
Un lavoro, quello sulla legalità, che facciamo con le scuole e che va di pari passo con il lavoro sulla violenza di genere. Bisogna insegnare cosa vuol dire essere alla pari in tutti i sensi. Quando una donna dice no deve essere no: il no delle donne è come il no degli uomini. Anche a Parma sono tantissime le ragazze che sono state uccise dai loro compagni e la prevenzione deve partire dalle scuole.