Si ripetono con continuità allarmante e drammatica, notizie di maltrattamenti su bambini e disabili.
Si ripetono con continuità allarmante e drammatica, notizie di cronaca che raccontano di educatrici, insegnanti di Scuola materna, operatori di servizi sociali alla persona che quotidianamente sottopongono a vere e proprie torture le persone che dovrebbero seguire, accudire, far crescere, assistere.
Pavullo, provincia di Modena in una Scuola Materna; Pisa, in un asilo nido comunale; Grottaferrata, alle porte di Roma, in una struttura residenziale per disabili convenzionata con l’Azienda Sanitaria: non ci sono confini per atti vigliacchi e carichi di un odio incomprensibile che si trasforma in pura sopraffazione.
Sono atti e comportamenti che non producono solo male fisico per gli schiaffi, i calci, le strattonate (i capelli tirati fino al piatto sbattuto sulla testa di un bambino di asilo nido), ma producono una mortificazione e un sentimento di sottomissione subìta che lasciano il segno nella vita anche futura di chi ne è vittima.
Siamo “al di là del bene e del male”, siamo nell’alveo della pura malvagità che assume connotati che travalicano ogni minimo senso di umanità: per questo pensiamo che occorra la massima severità nei confronti di chi usa queste pratiche come quotidiano strumento di lavoro, e non ci sentiamo di offrire sconti, non ci sentiamo di accordare attenuanti, non ci sentiamo di concedere comprensione.
Bologna 10 febbraio 2016