La Casa residenza per anziani (che ha inglobato le ex Case protette/Rsa) è un servizio socio-sanitario residenziale destinato ad accogliere, in modo temporaneo o permanente, persone anziane non autosufficienti di grado medio ed elevato, che non necessitano di specifiche prestazioni ospedaliere.
Le Case residenza forniscono ospitalità e assistenza, aiuto nelle attività quotidiane, occasioni di vita comunitaria, stimoli e possibilità di attività occupazionali e ricreativo-culturali, attività di mantenimento e riattivazione delle funzioni fisiche. Queste strutture forniscono anche assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Per la loro autorizzazione al funzionamento e per l’accreditamento e per la contrattualizzazione si fa riferimento a un’apposita normativa della Regione.
L’accesso alle Case residenza anziani è regolato da un punteggio B.I.N.A. (sigla che sta per “Breve indice di non autosufficienza”). I singoli Comuni e Distretti stabiliscono con appositi regolamenti le modalità di accesso e i criteri per determinare le graduatorie.
Il Comitato di distretto (a livello di Comune o di Giunta dell’Unione di comuni) adotta linee di indirizzo sia per l’uso delle risorse del FRNA che per la determinazione delle rette a carico dei cittadini; definisce inoltre le regole per i soggetti che stipulano accordi contrattuali.

Negli accordi contrattuali stipulati tra i soggetti pubblici e le strutture viene anche definita la retta a carico degli utenti e dei Comuni.
Il parametro dal quale si parte è la retta di riferimento regionale, che può essere rideterminata in base a criteri di flessibilità definiti dalla normativa regionale vigente. La retta regionale giornaliera di riferimento per la Case residenza per anziani è attualmente fissata in 54,15 euro. Il costo della retta per gli utenti non autosufficienti è deducibile fiscalmente dal reddito dell’utente o del familiare che ne sostiene il costo nella misura del 50% con le modalità indicate precedentemente riguardo alle spese mediche e di assistenza specifica.

I Comuni possono decidere che la retta a carico degli utenti sia inferiore a quella di riferimento regionale, facendosi carico della copertura finanziaria.
I Comuni possono altresì decidere una retta superiore a quella regionale in presenza di maggiore qualità del servizio, come definito nel DGR 273/2016 – vedi LINK
Negli accordi contrattuali vengono anche definiti i criteri e la gestione delle integrazioni delle rette per coloro che non sono nelle condizioni di far fronte alla retta stabilita.
Il Comune può richiedere una compartecipazione al costo del servizio sulla base dell’ISEE, attraverso specifici regolamenti comunali e distrettuali.

Nelle CRA possono essere attivati nuclei dedicati alle demenze per assistenza residenziale temporanea, di norma fino a sei mesi, per pazienti con disturbi comportamentali di impatto significativo su famiglia e caregiver, sulla base di valutazione UVM (allegato 9 della DGR 1638/2024).

N. B. PERSONE CON DISABILITÀ GRAVE
Per quanto riguarda CSRD CSRR per le persone disabili il sistema di remunerazione del costo di riferimento prevede a carico del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza una quota che può variare da un minimo del 75% ad un massimo dell’80% del costo di riferimento di cui al punto 2.1.2, e a carico dei Comuni una conseguente quota variabile da un minimo del 20% ad un massimo del 25% del costo di riferimento del servizio accreditato, come determinato a seguito dell’applicazione di quanto previsto nel successivo paragrafo 3.1.
All’interno della quota a carico dei Comuni è da ricomprendersi il contributo a carico degli utenti, determinato nel modo e nei limiti fissati dalla normativa, con eguale metodologia e limite per tutti i livelli di valutazione dell’utente.

La materia è oggetto di discussione tra il MEF e la Regione.

In relazione alla situazione valutata in UVM sono previsti quattro livelli di contribuzione giornaliera.
L’assegno di cura per i disabili gravi può avere un importo di 10,33 euro o 15,49 euro al giorno con soglia ISEE a 34mila euro.
Per le persone adulte in condizione di gravissima disabilità l’assegno può essere di 23 o 45 euro al giorno. In questo caso non è prevista soglia ISEE.
Per i minori con disabilità acquisita in situazione di totale dipendenza può essere erogato l’assegno di 23 euro. In questo caso la soglia ISEE è di 65mila euro.

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