Continua il forsennato tour elettorale del ministro dell’interno: ieri da Castelfranco a Mirandola, Argenta e Forlì e Carpi e chissà dove ancora (miracoli del rosario che si porta appresso?): conquistare l’Emilia-Romagna è la massima ambizione del ministro “senza portafoglio” (come Salvini appunto che per trovare la sede del ministero, deve aprire l’app mappe).
Lo staff social del nostro è senza scrupoli: ma ieri il capitano si è mosso in prima persona, sputando veleno sulla sanità emiliana e accusando i “rossi” di chiudere ospedali, mentre “la lega li riaprirà”, della serie: la sai l’ultima?
Poco importa se a Cesena, Piacenza, Carpi si costruiscono nuovi ospedali; se negli ultimi tre anni la sanità emiliana ha assunto 10.500 operatori; se dal 1° gennaio è stato abolito il superticket e solo dalla nostra regione e se qui funziona una rete di oltre 120 Case della salute sul territorio…
E cosa dicono di noi?… “la ricerca porta in evidenza un dato discrasico, ovvero quello relativo agli eccellenti risultati dell’Emilia Romagna che sembra indicare come sia possibile migliorare drasticamente le performance” e ancora “…la rilevazione 2018 permette di evidenziare un fattore nuovo, ovvero l’anomalia positiva dell’Emilia Romagna: tale regione registra tempi di attesa nettamente inferiori a quelli di altre regioni…”.
(CREA Sanità, Consorzio di ricerca economica applicata in sanità, Roma 2019). Del resto il recentissimo Indice di Performance Sanitaria, colloca la nostra regione in prima posizione… e non da oggi!
I falsi sono falsi, anche se d’autore: sta anche a noi smascherarli.
Bologna, 5 giugno 2019