A) Segretezza o divulgazione?
I rischi nella divulgazione: deflussi di capitali dal paese in vista di una svalutazione; calo titoli in borsa, crescita spread; grandi e rapidi ritiri di depositi dalle banche, con possibili crisi bancarie; rischio di speculazione e contromisure da altri Paesi che fanno parte dell’Unione Monetaria… Ma fino a quando si può mantenere il segreto? È semplice finché le persone coinvolte sono relativamente poche. (Piano B, pag. 23)
Affinché un Piano B possa essere reso esecutivo in modo ottimale e con il minor disagio per il Paese è necessaria una sorta di “Regia” con l’istituzione di un Comitato ad hoc per la pianificazione di tutte le procedure necessarie… In questo Comitato, a cui dovrebbero partecipare rappresentanti ai massimi livelli di tutte le istituzioni pubbliche e private, sarà presieduto dal Presidente del Consigli e avrà membri designati da Banca d’Italia, Ministero dell’Economia, dell’Industria, del Lavoro, degli Esteri, Consob, Cnel, Copasir… vincolati dal massimo livello di segretezza previsto dalle leggi in tema di sicurezza strategica nazionale. (pag. 24)
Il grado di riuscita del Piano B è in funzione del livello di segretezza che si riesce a mantenere. (pag. 25)
Le prime fasi di pianificazione per una uscita dall’euro dovrebbero essere condotte in segreto… vi sono misure, tipo quelle sul controllo dei Capitali (scritto con la maiuscola, ndr) che dovranno essere attuate già durante la fase preparatoria, per limitare i “Danni” (con la maiuscola, ndr) causati dalla divulgazione dei piani. (pag. 26)
Bologna 05.06.2018
continua…