Un episodio di violenza indescrivibile è stato perpetrato contro un anziano di 94 anni ospite di una casa famiglia (una struttura privata che dovrebbe accogliere solo anziani autosufficienti e la cui apertura ha pochi vincoli) in pieno centro di Ravenna, Villa Cesarea. E’ stato solo al coraggio di una badante, che di fronte alle violenze si è licenziata e ha sporto denuncia alla polizia, che l’episodio è venuto alla luce e la struttura è stata chiusa.
In un comunicato congiunto, i tre sindacati pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uil-Pensionati di Ravenna hanno chiesto al Comune, all’AUSL e a tutti gli Organi Ispettivi di intensificare i controlli dentro le strutture in provincia: “Non bastano più, infatti, le verifiche su segnalazione o a campione”.
“Il continuo proliferare negli ultimi anni di Case Famiglia – prosegue il comunicato – rappresenta da un lato la risposta insufficiente del Comune di Ravenna a fornire risposte ad una grave carenza di posti letto in strutture pubbliche, e dall’altro un business evidente che scarica tutte le sue contraddizioni sulla qualità di vita e assistenza degli ospiti e sullo sfruttamento della manodopera, come emerso anche poche settimane fa, in un’indagine che ha coinvolto una struttura di Mezzano e una di Bagnacavallo”.
“Chiediamo un impegno all’Amministrazione affinché vengano censite e controllate tutte le strutture presenti e preposte all’assistenza anziani e che sembrano spuntare ogni giorno in maniera incontrollata. Chiediamo, inoltre, di dar seguito agli impegni assunti con la sottoscrizione del Regolamento delle case famiglia e di costituire immediatamente un tavolo in Prefettura, ma soprattutto proponiamo una immediata apertura di un confronto mirato ad un riesame della rete dei servizi sociali, che ad oggi non fornisce le risposte auspicate.
Le Organizzazioni sindacali chiedono sul caso specifico che vengano accertate e punite severamente tutte le responsabilità e si costituiranno parte civile nei confronti di chi ha commesso queste violenze”.