Si dice che i nomi hanno sempre un significato o magari a volte lo assumono casualmente: Casalbruciato è il nome di un quartiere alla periferia di Roma, insediamento popolare, lontano dalle luci del centro.
In questi giorni, in quella periferia brucia ogni valore di solidarietà, di tolleranza, di ragionevolezza… possiamo dirlo? Di umanità.
In questi giorni, a Casalbruciato si compie un atto di razzismo esplicito: la famiglia assegnataria di una casa popolare viene rifiutata, assediata, mortificata su base etnica. I genitori lavorano, i figli vanno a scuola, l’assegnazione è regolare, ma c’è un peccato originale che pende sulla loro testa: sono Rom, un peccato da cui non ci si può affrancare.
Ad alimentare l’assedio, ovviamente, gli amici di Salvini, quelli di Casa Pound, quelli che costruiscono consenso sulla paura, quelli che metterebbero cavalli di frisia lungo i confini.
Dieci, una volta tanto, alla Sindaca Raggi che ha avuto il coraggio civile di andarci a Casalbruciato a difendere l’assegnazione della casa e la famiglia barricata; zero spaccato al suo capo politico, Di Maio, che per questo l’ha aspramente criticata, in puro stile grillino.
E dieci, a Papa Francesco: magari questa volta la sua è solidarietà interessata. Come si sa è argentino, straniero quindi…
Bologna, 10 maggio 2019