di Biagia Cobianchi, Coordinamento donne Spi-Cgil Ferrara

Noi dello Spi-Cgil di Ferrara e del suo Coordinamento Donne abbiamo assunto l’impegno di essere anello di congiunzione intergenerazionale, tra passato e presente, tra coloro che hanno lottato per ottenere i diritti sanciti nella Costituzione e quanti dovrebbero conoscerli per presidiarli e/o concretizzarli. Come disse Piero Calamandrei, “La Costituzione è un pezzo di carta, perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”.
Con la Costituzione e partendo dai Principi fondamentali è iniziata la trilogia declinata sui diritti delle donne che ci ha visto lavorare insieme al mondo dell’associazionismo, agli Enti Locali e, soprattutto insieme agli alunni degli Istituti superiori di Ferrara e della provincia. Le tappe:
2016 – Diritto di voto attivo e passivo per le donne. Le studentesse e gli studenti (i maggiorenni e quelli prossimi a diventarlo) del Liceo scientifico e dell’Ipsia di Argenta incontrano le “grandi” anziane che hanno votato per la prima volta nel ‘46, si confrontano su sentimenti, impressioni, atmosfera. Ne nasce una bella ed emozionante raccolta di testimonianze e la consegna in Municipio di un attestato di riconoscimento alle votanti del 1946.
2017 – Il lungo cammino delle donne per il riconoscimento dei loro diritti. Avevamo a disposizione la bellissima mostra dello Spi Passi di Libertà che abbiamo arricchito con un’altra mostra iconografica dedicata alle lotte delle donne nel territorio ferrarese. Gli studenti degli Istituti “Vergani-Navarra” di Ferrara, “Remo Brindisi” di Comacchio e “Rita Levi Montalcini”di Argenta, partendo dalle immagini,hanno approfondito i riscontri negli articoli della Costituzione, l’eguaglianza formale e l’eguaglianza sostanziale, cosa resta ancora da fare… e sono diventati guide esperte ai visitatori della mostra.
2018 – La violenza contro le donne: negazione dei diritti fondamentali. Ben 150 ragazzi degli istituti “Aleotti”, “Vergani-Navarra”, “Carducci” di Ferrara e “Rita Levi Montalcini” di Argenta nell’a. s. 2017-2018 avevano compilato, in forma anonima, una cartolina dal titolo “Lascia un pensiero”. Una commissione ha selezionato 30 pensieri, tra i più significativi. Su questi testi i ragazzi, divisi in gruppi, hanno riflettuto per rispondere alla domanda: “Quale di questi pensieri ti piacerebbe vedere in una mostra itinerante in occasione della giornata contro la violenza sulle donne”? riportando poi in plenaria i risultati.

Incontri e riflessioni
L’iniziativa si è svolta sia a Ferrara, che ad Argenta ed ha visto la partecipazione attiva dei rappresentanti delle Associazioni e delle autorità civili e militari.
Al termine a Ferrara i ragazzi del liceo “Carducci” hanno presentato una loro performance teatrale, mentre ad Argenta ragazze e ragazzi dell’Ipsia e del Liceo hanno proposto un filmato/intervista.
Alcune riflessioni, a posteriori, dei giovani partecipanti:
• Salma: “L’incontro è stato molto interessante soprattutto per quanto riguarda il lavoro di gruppo; il confronto tra ragazzi è stato importante per mettere assieme le idee per giungere ad una conclusione unica, ovvero essere contro ad ogni forma di violenza…”.
• Enrico: “L’incontro mi ha particolarmente colpito perché mi ha fatto capire quanto alcuni uomini siano “mostri” non rispettando la figura femminile. La donna, perciò, per combattere questa violenza, deve denunciare, per far valere i propri diritti e la propria dignità…”.
• Ambra: “E’ stata una giornata molto interessante, produttiva e piacevole. Non mi aspettavo che mi sarebbe piaciuto così tanto, sinceramente. Non mi piace andare ai seminari, solitamente, perché la maggior parte delle volte sono noiosi… quello di ieri, invece, è stato interessante perché coinvolti, tutti insieme siamo stati in grado di comunicare i nostri pensieri …

Qualche messaggio dalle cartoline
Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole.
La donna è una guerra di idee, senza quella saremmo solo dei pensieri.
C’è un momento in cui devi decidere: o sei la principessa che aspetta di essere salvata o sei la guerriera che si salva da sé… io credo di aver già scelto… mi sono salvata da sola!
Viviamo in un mondo che insegna alla donna a difendersi dalle violenze, invece di insegnare agli uomini a non commetterle.
Chi è nell’errore compensa con la violenza; ciò che gli manca, in verità, è la forza!
Una donna maltrattata, dunque violentata, picchiata, insultata o altro. Donne costrette a scappare di casa, a fuggire dalla persona che diceva di amarle. Donne costrette a non stare mai da sole, perché vittime di stalking. Donne costrette a coprirsi ilividi o le ferite. Donne che non parlano. Non sono fatti di cui ci narra solamente il telegiornale, sono episodi, purtroppo, di ogni giorno, sotto gli occhi di tutti. Molti vedono, pochi parlano. Sembra che il coraggio di parlare cresca in noi solo dopo una scomparsa o una vittima. Molti vedono, sentono o sospettano, ma non parlano. Il mondo sembra rimanga zitto davanti alle urla disperate di queste donne che hanno troppa paura per parlare, ma che urlano aiuto col corpo, in silenzio. Tutti zitti davanti alle urla, aspettando la morte, davanti alla televisione!