IL PRIMO MAGGIO È DEI LAVORATORI!
Ad ogni Primo Maggio Giorgia Meloni ripete il suo numero di cabaret politico sulle misure “a favore del lavoro”. La prima volta fu nel 2023, con un videospot postato sui social in cui elencò una serie di promesse (mai mantenute) con tanto di finale a effetto con l’entrata nella sala di Palazzo Chigi e lo scampanellio di inizio lavori, con i ministri ridotti a fare da figuranti per rubare la scena al Concertone.
Il Primo Maggio è una delle ricorrenze civili che nella nostra regione ha radici più profonde, con tradizioni locali (come cucinare i cappelletti del dì di festa) che risalgono ai tempi bui in cui il regime fascista perseguitava chiunque osasse festeggiarlo. O con i tanti concerti e cortei organizzati dal sindacato.
Appropriarsi della Costituzione e stravolgerla a proprio uso, lo abbiamo imparato, è una cifra di questo Governo, che (finché dura) la festa cerca piuttosto di farla ai lavoratori e alle lavoratrici: anche quest’anno, tanto per cambiare, destinando fondi alle imprese anziché alle tante famiglie in difficoltà. Ma nell’Italia che la Costituzione vuole fondata proprio sul lavoro, il Primo Maggio – lo dicono le piazze – rimane la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, alla faccia di spot e decretini che creano più disastri che soluzioni.
Come sindacato pensionati torniamo a dire la nostra. Con questo primo “Spiazzaparola” vogliamo inaugurare una nuova stagione di comunicazione più diretta che tragga spunto (ogni volta che ce ne sarà l’occasione) dall’attualità.