Questa volta non c’è nulla da dire. Il Renzi ha detto bene: ”Ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo”, dichiarazione ineccepibile che chiunque fa politica dovrebbe far propria.

La legge sulle unioni civili ha suscitato passioni contrapposte che rischiano di oscurare la portata che rappresenta per il nostro Paese: eravamo indietro di 30 anni su questi temi. Dopo di che restano aperti alcuni punti, quello delle adozioni in particolare, ma la politica non può risolversi nella logica del “tutto o niente”.

Sono deprimenti posizioni come quella delle locandine affisse da un parroco molisano “la famiglia e il matrimonio sono morti” (dovevano essere proprio deboli, se basta una legge che riconosce diritti alle unioni civili per ucciderli!), ed è altrettanto sbagliata la posizione di Michela Marzano che si dimette dal gruppo parlamentare invocando la propria coerenza. La politica è fatta di deroghe, risultati parziali, avanzamenti progressivi: “non sempre la coscienza determina l’essere, più spesso l’essere determina la coscienza” (Karl Marx, Discorsi sull’arte).

Bologna 13.05.2016