Nel 2018 Auser Emilia-Romagna e Spi Cgil Emilia-Romagna hanno promosso la pubblicazione di un volume “2032: idee per la longevità” (Editrice Socialmente) dedicato al tema della crescente presenza in Italia e in Emilia-Romagna di persone in età superiore a 64 anni. Lo studio conteneva una serie di contributi che tentavano di analizzare i diversi aspetti demografici, sociali ed economici della longevità e avanzavano proposte per vivere bene e a lungo nella prima metà di questo secolo.

La pandemia esplosa nel febbraio del 2020, che ancora oggi condiziona pesantemente le nostre vite, ha colpito con particolare durezza le persone anziane che hanno pagato un terribile tributo di ricoveri e decessi con Covid-19 e di perdita di relazioni familiari e sociali. Uscire dalla pandemia in modo efficace e innovativo significherà anche ripensare profondamente la sfida della longevità in tutti i suoi aspetti, a partire da quello sanitario; nei prossimi mesi Auser Emilia-Romagna e Spi Cgil Emilia-Romagna si impegneranno in questa direzione, promuovendo l’elaborazione e la pubblicazione di ulteriori contributi di analisi e riflessione.

In questa prospettiva è stato affidato a Gianluigi Bovini e Franco Chiarini, statistici e demografi che da tempo si impegnano su queste tematiche, l’incarico di elaborare uno studio che collocasse la questione della longevità all’interno della più generale e complessa crisi demografica che si manifesta con grande evidenza in Italia e nella nostra regione. Il crescente invecchiamento della popolazione si accompagna infatti a una significativa riduzione dei giovani e, in prospettiva, delle persone appartenenti alle classi centrali della popolazione in età lavorativa. La pandemia ha ulteriormente aggravato il drammatico squilibrio fra le nascite e i decessi e frenato i movimenti migratori interni e internazionali. Il futuro demografico dell’Italia e della nostra regione appare quindi gravato da un crescente rischio di riduzione della consistenza assoluta della popolazione e soprattutto da uno squilibrio non sostenibile fra le diverse generazioni che la compongono. La nota elaborata affronta il tema della questione demografica in Emilia- Romagna e la definisce una sfida complessa e urgente. L’analisi prende in considerazione i dati più recenti e propone una visione delle tendenze demografiche che caratterizzano il territorio regionale articolata secondo cinque zone territoriali: la via Emilia, la fascia che si trova in prossimità del grande asse stradale, la collina interna, la pianura esterna e la montagna. I commenti, i cartogrammi e le tavole statistiche che compongono lo studio di Bovini e Chiarini offrono un’immagine di grande interesse e attualità sulle tendenze demografiche attuali e future nel territorio regionale e rappresentano un primo contributo per affrontare nei prossimi mesi il tema della longevità nella fase successiva alla pandemia.
L’analisi induce a interrogarsi sui molteplici motivi che hanno concorso alla composizione demografica attuale, in particolare per quanto riguarda la denatalità e le tendenze del saldo migratorio .
E’ infatti necessario e urgente : da un lato riflettere sulle politiche da adottare per un sostegno alla scelte di genitorialità consapevole, anche guardando alle migliori esperienze dei nostri tradizionali partner europei, e dall’altro perseguire con efficaci politiche di
accoglienza e integrazione l’obiettivo di consistenti saldi migratori positivi, trasformando in opportunità la condizione di frontiera Europea del nostro Paese in una fase storica che vede milioni di persone spostarsi alla ricerca della sopravvivenza o di una vita migliore.