Ma che succede nel nostro Paese? Una modalità di informazione distorta ci restituisce un popolo “cattivo”. E la stessa modalità irrompe nel congresso della Cgil

editoriale di Bruno Pizzica, segretario generale Spi-Cgil Emilia-Romagna

Come è possibile che si stia determinando una deriva di intolleranza e violenza che non allarma, non sollecita reazioni forti e viceversa viene in qualche modo non solo accolta ma sostenuta?

D’accordo l’immigrazione che, nell’immaginario collettivo suscita un allarme peraltro sollecitato e provocato dalla propaganda incessante che arriva direttamente da un Ministro dell’Interno che proprio sulla paura e sulla insicurezza gioca la sua personale partita politica senza alcuno scrupolo; d’accordo una lunga crisi finanziaria, economica, sociale, politica dalla quale non si riesce a uscire e che ha allargato a dismisura le disuguaglianze, determinato una redistribuzione del reddito che ha impoverito centinaia di migliaia di cittadini causandone l’esclusione da ogni circuito sociale; d’accordo l’incapacità della sinistra di uscire dallo stordimento provocato dal risultato elettorale del 4 marzo che ha affossato una esperienza di governo difficile, che pure qualche risultato lo aveva ottenuto, ma che viene oggi considerata totalmente negativa, oltre gli effettivi demeriti che certamente ci sono stati.
Si tratta di circostanze che non possono non influenzare il pensiero collettivo, ma colpisce la facilità con la quale stiamo smarrendo il senso degli stessi valori fondanti della nostra democrazia, del nostro vivere comune, di quella Costituzione che pure siamo pronti a difendere; colpisce quella sorta di fatalismo negativo che porta a considerare un leader positivo un personaggio come Matteo Salvini, o a consegnarsi ad un movimento inventato da un capocomico (non è la prima volta, si dirà, ma questa è una aggravante oggettiva), sostenuto da una piattaforma informatica perlomeno misteriosa, quasi totalmente privo di qualsiasi esperienza e competenza di governo che trova la sua forza nel dire tutto e il contrario di tutto.
Marzio Barbagli, sociologo dell’Università di Bologna, ha parlato di incattivimento della società italiana e il dato è stato confermato dall’ultimo rapporto del Censis: siamo diventati un popolo “cattivo”, le buone azioni, i buoni comportamenti sono ignorati o, addirittura, fatti oggetto di scherno e di insulti.
Da alcune settimane è stata rapita una ragazza italiana che, per conto di una organizzazione di volontariato, si occupava di bambini in un villaggio del Kenya. Il suo destino è ancora ignoto, ma la sua persona è stata bersagliata da commenti via social dei quali dovremmo tutti vergognarci. Ma come stupirsi dopo che dal momento del suo insediamento il governo Salvini-Di Maio ha preso di mira le ONG, le ha costrette ad abbandonare le missioni umanitarie che portavano avanti nel Mediterraneo, le ha additate come macchine mangiasoldi ignorando sfacciatamente le finalità umanitarie e le migliaia di vite che hanno saputo salvare?
Ci ha colpito una notizia “minore” di queste ore, secondo la quale Annalisa Minetti, cantante non vedente di qualche successo, viene insultata da anonimi utilizzatori dei soliti social con eleganti argomenti della serie “sei cieca, non devi fare figli”!
Oggi va così e credo abbiano ragione quegli studiosi che lanciano allarmi sulle criticità democratiche cui si espone una società che comunica ormai solo via social, che semplifica qualsiasi argomento, che ragiona guardando la punta delle proprie scarpe e neppure un metro della strada da percorrere, che scarica le peggiori pulsioni addosso a chi capita, senza remore, senza controllo: pura violenza che si scatena, il più delle volte dietro la protezione di falsi nomi e pseudonimi. Violenza vigliacca.
Una circostanza ci preoccupa in modo specifico: questa modalità di “comunicare” è entrata anche nel nostro corpo attivo, nel gruppo dirigente, in tanti delegati, in tanti lavoratori e lavoratrici iscritti alla nostra organizzazione.
Il Congresso tenuto dallo Spi a Torino ha rieletto Ivan Pedretti Segretario Generale con un consenso dell’89,9%: un eccellente risultato che ha riconosciuto e premiato le qualità e i meriti di un ottimo segretario al quale vanno gli auguri di tutto lo Spi dell’Emilia Romagna.
Fra una decina di giorni, a Bari, il 18° Congresso della Cgil deciderà il nome del nuovo Segretario Generale della Cgil. È un fatto normale in una organizzazione democratica: avviene di norma ogni 8 anni con regole e procedure che hanno sempre consentito di evitare particolari tensioni e divisioni, ma mai come in questa occasione il percorso è stato accidentato e delicato. Come è noto sono due le candidature che si misureranno, quella di Maurizio Landini, ex segretario della Fiom avanzata dalla segretaria generale uscente e appoggiata dalla maggioranza della segreteria e quella di Vincenzo Colla, per 8 anni segretario generale della Cgil Emilia Romagna ed attualmente componente della segreteria confederale. Il mondo social si è largamente occupato di questo tema, così il dibattito congressuale ha percorso due strade: quella che appartiene alla nostra storia, migliaia di assemblee (lo Spi ne ha tenute più di 1.000 in Emilia Romagna e oltre 5.500 in tutta Italia), centinaia di migliaia di lavoratori, lavoratrici, pensionati, pensionate coinvolti nella discussione su un documento ampiamente condiviso e l’altra, quella dei social appunto, dove si è letto di tutto, come normalmente avviene.
Lo Spi è stato uno dei bersagli preferiti di una campagna non priva di una certa strumentale faziosità: non è un bel segnale per la nostra organizzazione, da sempre baluardo di democrazia, luogo aperto di confronto e discussione leale. Chiunque sarà eletto Segretario Generale, dovrà innanzitutto lavorare per ricucire la spaccatura dell’organizzazione che si è prodotta. In questo senso pensiamo sia importante occuparsi delle corrette modalità di utilizzo dei social, almeno da parte dei dirigenti delle diverse strutture. La Cgil di Di Vittorio, Lama, Trentin è e deve restare un’altra cosa e questo è e resta l’impegno prioritario dello Spi. (12.01.2019)