Su proposta delle donne dello Spi-Cgil si è aperto nella Camera del Lavoro di Cesena uno “sportello di ascolto” per aiutare le persone in difficoltà a riattivare le proprie risorse. E per aiutare il sindacato a capire come cambiano i problemi delle persone

M. Giovanna Madrigali, Spi-Cgil Cesena

Uno spazio di ascolto e comprensione sicuro, gratuito, protetto e riservato, dove poter ricevere un aiuto per riattivare le proprie risorse, prendere decisioni, migliorare relazioni, gestire emozioni e sentimenti, superare difficoltà. Non un luogo di terapia e diagnosi, ma uno spazio per riacquistare fiducia e sicurezza nelle scelte. È questo ciò che offre lo “Sportello di ascolto” (detto anche Sportello di counseling), il nuovo servizio istituito presso la sede della Cgil di Cesena, su proposta del Coordinamento Donne dello Spi e rivolto a giovani, adulti, occupati e disoccupati, anziani, uomini e donne, anche in coppia, italiani e stranieri, che vivono momenti di difficoltà sia famigliari che professionali o che si trovano in situazioni di solitudine. Ne parliamo con Piera Casacci, che gestirà lo sportello in qualità di Professional Counselor, essendosi specializzata in counseling presso la Scuola di Psicologia comparata di Firenze

Qual è il ruolo del counselor?
“Ad ognuno di noi può succedere di vivere momenti difficili e confusi nella nostra esistenza, in cui capiamo di aver bisogno di un sostegno efficace e di affidarci a qualcuno che ci ascolti senza giudizi o pregiudizi. Il counselor è un professionista (ai sensi della legge 4/2013) che non appartiene all’ambito sanitario, non fa diagnosi e neppure prescrive cure; è un esperto di dinamiche relazionali che, attraverso specifiche abilità di ascolto, è in grado di favorire lo sviluppo delle potenzialità, qualità e risorse di un individuo che sta attraversando un momento di crisi esistenziale. Attraverso colloqui, in cui si instaura una relazione d’aiuto, accompagna la persona in un percorso che, partendo dall’analisi dei problemi, facilita la ricerca di nuove risposte e l’attuazione quindi di un piano d’azione per realizzare le finalità desiderate e superare le difficoltà. Il counselor non induce a fare delle scelte, ma aiuta, attraverso un’autoesplorazione, a trovare autonomamente le proprie risorse e soluzioni”.

Quante persone si sono presentate allo Sportello, di quale età e genere?
“Dall’apertura dello sportello d’ascolto (24 ottobre 2019) ad oggi (gennaio 2020) si sono presentate dieci persone e, fra queste, due coppie. L’età media si aggira fra i quaranta e cinquant’anni. In maggioranza gli appuntamenti sono stati richiesti da persone di genere femminile, solo due di genere maschile (da sole, senza partner). Alla fine di ogni incontro, dopo un riepilogo e un’ulteriore chiarificazione del problema affrontato, è stato condiviso un percorso per raggiungere l’obiettivo prefissato. Come spesso mi è stato richiesto, ho dato la mia disponibilità per altri incontri, nel momento in cui si fosse presentato il bisogno di ulteriori confronti o difficoltà incontrate durante il percorso intrapreso.
Fra queste dieci persone, solo una viene seguita regolarmente con un appuntamento settimanale, poiché la sua situazione necessita di un sostegno continuo”.

Quali problematiche sono emerse?
“In primo luogo la mancanza o la perdita di lavoro, che crea non solo disagio nella vita quotidiana per le difficoltà economiche, ma soprattutto colpisce in maniera negativa la propria autostima, rende più fragili, impotenti e ‘senza identità’. Le difficoltà relazionali all’interno della coppia sono un altro problema molto diffuso, soprattutto quando, in caso di separazione, non c’è accordo sulla gestione dei figli che si sentono a volte abbandonati e in balìa dei conflitti degli adulti. Rispetto a questo problema, in alcuni casi, le persone sono state indirizzate ad altri servizi di supporto, quali ad esempio consulti legali o percorsi psicologici. Infatti è anche compito del counselor, qualora si presenti la necessità, mettere in contatto la persona con altri servizi all’interno del sindacato o in strutture pubbliche”.

Le persone che si sono presentate sono iscritte al sindacato?
“Di tutte le persone che si sono presentate tre sono iscritte alla Cgil”.

Lo Sportello di ascolto dove ha sede e chi si può contattare per avere un appuntamento?
“La sede è presso la Cgil di Cesena, in un locale allestito appositamente. I contatti si prendono direttamente con me, telefonando al numero di cellulare *** (contattare lo Spi-Cgil di Cesena per questa informazione)”.

Un servizio importante e innovativo, quindi, per un sindacato che sempre più ha necessità di soddisfare bisogni nuovi: per far questo però deve capirli, avere quindi, prima di tutto, attenzione all’ascolto e, in secondo luogo, possedere le giuste competenze per risolverli. È indubbio che la capacità di ascolto all’interno dell’organizzazione sindacale esiste, lo dimostra l’affluenza delle persone che si rivolgono alle nostre sedi. Oggi però, sia nel mondo del lavoro che nell’età della pensione, ci sono gruppi con interessi diversificati e spesso individuali, che sembrano a volte opposti. Per questo, se vogliamo essere al passo coi tempi e tentare il passaggio da una rappresentanza collettiva a una rappresentanza di pluralità, dobbiamo migliorare le nostre “modalità di ascolto”, e lo sportello istituito va proprio in questa direzione.