Passi di libertà è il titolo della Mostra iconografica-documentaria dedicata al 70esimo anniversario del voto alle donne che è stata inaugurata il 5 maggio scorso nel Cortile della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, nell’ambito del circuito off della Rassegna internazionale di Fotografia Europea e che sta viaggiando in Emilia-Romagna per poi approdare, nei prossimi mesi, in molte altre città italiane.

Si tratta di una esposizione itinerante realizzata dal Coordinamento Donne Spi-Cgil di Reggio Emilia, insieme al Centro di Documentazione Donna di Modena e ai Coordinamenti Donne Spi di Modena e dell’Emilia Romagna, in collaborazione con La Fondazione “Argentina Altobelli” e Cgil Emilia-Romagna, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, dell’Università di Modena e Reggio, del Comune di Reggio Emilia.

La mostra è frutto di un lungo e minuzioso lavoro di archivio tra Modena, Reggio Emilia e Bologna; un lavoro durato vari mesi e fatto di ricerca, tanto di immagini quanto di documenti, al fine di tracciare un percorso storico al femminile per tanti aspetti noto, ma per molti altri ancora da “rivelare”, soprattutto alle giovani generazioni.

“Una ricerca che ho vissuto come un dono, per tutto quello che mi ha rivelato – ci dice Elena Falciano, dell’Archivio e Fototeca Spi-Cgil di Reggio Emilia, una delle curatrici della mostra – Non è stato per nulla facile fare una cernita tra le centinaia di immagini e di documenti selezionati negli Archivi in questa storia di 70 anni di Passi di Libertà. Il risultato raggiunto è importante perché si tratta di un patrimonio preziosissimo che resterà, nella sua interezza di documentazione, a disposizione di quanti vogliano conoscere quanta strada è stata fatta in questi 70 anni e quanta ancora ne resta da fare”.

“Quel voto delle donne di 70 anni fa e le culture politiche che lo hanno caratterizzato hanno costruito le mappe del nostro tempo – aggiunge Maria Nella Casali del Coordinamento Donne Spi di Reggio Emilia – Le mappe di questo Paese siamo noi, generazioni di donne che hanno fatto e continuano a fare passi coraggiosi nel richiedere diritti, diritti importanti al lavoro e all’istruzione, ai servizi e alle tutele, nel difendere l’autodeterminazione sul proprio corpo e nelle relazioni, nel riconoscimento in famiglia e nella società. Questa storia appartiene a tutte le donne, anche a quelle che stanno iniziando a fare i primi passi di cittadinanza, magari appena arrivate da altri paesi del mondo”.

La mostra, curata nei dettagli da Elena Falciano dello Spi di Reggio Emilia e Caterina Liotti del Centro documentazione donna di Modena, racconta la strada percorsa dalle donne italiane attraverso le conquiste, ma anche quella ancora da fare per la piena cittadinanza. Dalla conquista del voto nell’Italia liberata dal Fascismo, ai diritti civili e sociali enunciati nella Costituzione.
Accanto a Maria Nella Casali, del coordinamento donne Spi di Reggio Emilia, tra le promotrici di questa bella iniziativa ci sono Vittorina Maestroni, direttrice del Centro documentazione Donna di Modena, Daniela Pellacani del Coordinamento Donne Spi di Modena e Gabriella Dionigi, del Coordinamento Donne Spi dell’Emilia Romagna.

La mostra passi di libertà restituisce una storia collettiva sintesi di policrome memorie individuali fatte di lavoro quotidiano, dentro e fuori casa, di impegno politico nel sindacato, nei partiti e soprattutto nelle associazioni femminili. Faticosissime doppie e a volte triple appartenenze che sono state spesso la rete che ha reso efficaci le lotte e le possibili conquiste.
Una eredità che questa mostra “rivela” e che è necessario trasmettere alle giovani generazioni.