Raffaele Atti, segretario generale Spi-Cgil Emilia-Romagna

Oggi, 2 giugno, si celebra la Festa della Repubblica. La nostra Repubblica nasce dalla Resistenza, sulle macerie del fascismo e della guerra. Sin dal primo articolo la Costituzione la definisce “fondata sul lavoro”.
Quest’anno il 2 giugno assume un significato particolare perché il Paese inizia a vedere la luce del lungo tunnel che sta attraversando: la pandemia.
Il concetto di nazione, che negli ultimi anni è stato usato in modo improprio e fortemente conflittuale dalle forze di destra, ha assunto nei mesi scorsi un significato rinnovato: quello di solidarietà, di una comunità che si stringe e si rafforza davanti ad un’emergenza fino a ieri inimmaginabile. È avvenuto sicuramente nella nostra regione e nella vita quotidiana, più di quanto ci mostrino le cronache dei giornali. Noi stessi, attraverso i tanti volontari e le tantissime volontarie dello Spi-Cgil, siamo stati partecipi e soggetti attivi di questa solidarietà verso le persone più fragili.
Non per tutti è stato così. Per la destra l’emergenza mondiale è stata l’occasione per mostrare la vocazione divisiva di una cultura della libertà intesa come egoistica indifferenza alle sorti degli altri. Ha fatto intendere che gli anziani, vittime principali della pandemia, erano poco più che “vuoti a perdere”.
Ora è il momento di ricostruire, per ricucire le ferite ancora vive delle conseguenze economiche e sociali delle crisi più profonda dal dopoguerra.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto l’impressione che stesse prevalendo la tentazione di immaginare una ricostruzione come quella del dopoguerra: niente regole, disoccupazione altissima e senza protezioni, il sindacato e la sinistra ai margini.
Licenziamenti e appalti sono stati un primo banco di prova della capacità di reazione del sindacato, che è stata chiara e forte perché unitaria. Il Paese ha certo davanti un’occasione straordinaria: le risorse che l’Unione Europea ci ha messo a disposizione. L’obiettivo del sindacato e dei lavoratori è ricostruire un Paese non solo più moderno, più green e più smart, ma anche più giusto. E per farlo è necessario riprendere il cammino per realizzare le “promesse” della Costituzione: il dovere della solidarietà e l’uguaglianza nei diritti; il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, il diritto a un lavoro dignitoso e adeguatamente retribuito, il diritto a una vecchiaia serena.
Per i pensionati e le pensionate dell’Emilia-Romagna che hanno contribuito con il loro lavoro, le loro lotte e il loro impegno politico e civile, alla crescita economica e alla costruzione di una società regionale più coesa e più partecipata rispetto al resto del Paese, il 2 giugno è l’occasione per riaffermare l’intangibilità dei valori costituzionali, e l’impegno permanente impegno per il loro avanzamento. Lo Spi-Cgil dell’Emilia-Romagna c’è ed è pronto a fare la sua parte!