Dieci anni fa moriva Arrigo Boldrini, il “comandante Bulow”, prima Medaglia d’oro al valor militare della Resistenza e primo presidente dell’Anpi. Lo Spi-Cgil Emilia-Romagna rende omaggio a questa altissima figura di romagnolo, che ha combattuto contro la barbarie fascista e per la libertà del nostro Paese.

Il 4 febbraio 1945 il generale americano Richard McCreery gli appuntò la medaglia d’oro in una grande manifestazione nella piazza principale di Ravenna, la sua città. Boldrini fu decorato perché ideatore e guida esecutiva del piano operativo militare che portò alla liberazione di Ravenna, evitando alla città distruzioni e bombardamenti, che avrebbero causato gravi pericoli anche al suo enorme patrimonio artistico, oltre che alla popolazione civile.

Eletto al primo Parlamento democratico nel 1945 (la Consulta Nazionale) poi alla Costituente, quindi al Parlamento italiano (del quale fu Vice Presidente dal 1968 al 1976) fino al 1994 (anno del suo volontario ritiro), Boldrini ha ricoperto nell’ANPI, per oltre 60 anni, la carica di Presidente Nazionale. È stato inoltre Presidente della Fondazione CVL (Corpo Volontari della Libertà) dal 1991 al 2008.

Scrisse a suo tempo Gian Carlo Pajetta: «È un eroe. Non è il soldato che ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo, di valore. Non è un ufficiale che ha avuto un’idea geniale in una battaglia decisiva. È il compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere; il partigiano che ha messo insieme il distaccamento, ne ha fatto una brigata, ha trovato le armi, ha raccolto gli uomini, li ha condotti, li conduce al fuoco».

Il testamento ideale di “Bulow” può essere riassunto con le sue stesse parole: «Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c’era ed anche per chi era contro. Tutti i morti meritano rispetto ma non si possono confondere i combattenti della libertà e quanti scelsero la dittatura».

Nell’ottobre 2008 è stato ristampato il suo originale diario di guerra dal titolo Diario di Bulow edito da Odradek.